Le tempistiche per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea sembrano andare per le lunghe. Ci sono conferme importanti.
L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea non avverrà attraverso una corsia preferenziale. Anzi, secondo le valutazioni della Commissione europea, Kiev dovrà attendere il completamento del percorso di altri tre Paesi, che al momento risultano più avanti nei negoziati. L’adesione prima del 2030 appare quindi un’ipotesi sostanzialmente da escludere. È quanto emerge dal nuovo pacchetto allargamento presentato da Bruxelles, il rapporto annuale che valuta i progressi compiuti dagli Stati candidati a entrare nell’Ue.

Ucraina: niente adesione nell’Ue prima del 2030
La Commissione riconosce che l’Ucraina ha portato avanti le riforme necessarie nonostante il conflitto con la Russia. Viene inoltre giudicato positivamente il lavoro delle autorità indipendenti impegnate nella lotta alla corruzione. Restano tuttavia diverse questioni da risolvere, soprattutto sul rispetto dello stato di diritto e sulla tutela delle minoranze nazionali, a partire da quella ungherese.
Per raggiungere l’obiettivo di concludere i negoziati entro la fine del 2028, Kiev dovrà dunque imprimere un’accelerazione al processo di riforme. Un traguardo che, alla luce delle valutazioni contenute nel rapporto, appare particolarmente difficile. Anche ipotizzando la chiusura dei negoziati entro quella scadenza, servirebbe almeno un altro anno per completare la stesura, la firma e la ratifica del Trattato di adesione.
Cosa filtra su Kiev
Un alto funzionario europeo, interpellato da Open, ha precisato che non si tratta di un giudizio negativo nei confronti dell’Ucraina, ma di una valutazione basata sullo stato effettivo delle riforme. Sul piano politico, però, la prospettiva rischia di rappresentare una delusione per Volodymyr Zelensky.
Dall’inizio dell’invasione russa, il presidente ucraino ha indicato l’ingresso nell’Ue come uno degli obiettivi fondamentali del Paese, anche come risposta all’aggressione di Vladimir Putin. Ursula von der Leyen e Antonio Costa hanno più volte ribadito che il futuro di Kiev è in Europa, senza però fissare una data precisa.
Con il nuovo rapporto, Bruxelles chiarisce ulteriormente i tempi: l’Ucraina resta candidata, ma nel percorso verso l’adesione si trova ufficialmente dietro altri tre Paesi.